Etnocom – Moda islamica all’italiana

Parlano di noi Di: Hind Lafram Date: 03/03/2019

Abiti da sera, da sposa o sportivi, burkini compresi. L’estro di Hind Lafram si esprime in capi ogni tipo, tutti islamicamente corretti. Lo chamano modest fashion, moda modesta, e in questo caso è altamente artigianale: ideato, disegnato, tagliato e cucito in casa da questa giovane stilista con l’hijab per rispondere a richieste che le arrivano da tutta Italia.

Lafram è nata ventidue anni fa a Casablanca, ma ne aveva solo due quando la sua famiglia si è trasferita a Torino, dove è cresciuta con tre fratelli e due sorelle. “Mi sono diplomata come medicinedrop perito professionale di moda ”“ racconta a Mixità  ”“ ma a scuola le ore pratiche erano poche, così mi sono esercitata soprattutto a casa, con una macchina da cucire regalatami da mia madre, smontando vestiti e reinventandoli nella mia camera”.

Una passione, ma anche una necessità . “Per me e per le mie amiche era difficile trovare in Italia abiti adatti a noi ragazze musulmane. Dovevamo cercarli all’estero, su siti web turchi o asiatici, e spesso erano troppo esotici o tradizionali, non sposavano i nostri gusti, che sono gusti moderni e soprattutto italiani. Così ho iniziato a crearli io e tre anni fa ho aperto una pagina Facebook, Lafram, pubblicandovi le foto”.

È stato un successo. Complice il passa parola sui social di un pubblico che evidentemente non aveva trovato ancora chi rispondesse alle sue esigenze, gli ordini si sono moltiplicati e Lafram si è fatta un nome tra le musulmane d’Italia. Le sfilate poi, come quella a saloni del Libro o dell’Auto, l’hanno fatta conoscere anche a un pubblico più vasto e più vario: “Non tutte le mie clienti sono musulmane, io non voglio categorizzare il mio lavoro in base alla religione, l’importante è che i miei abiti soddisfino chi li indossa”.

Basta dare un’occhiata alla sua vetrina sul social per rendersi conto che moda “modesta” non vuol dire certo triste e compassata. E pur evitando trasparenze e scollature, non ha nulla a che vedere, per prendere un paragone che ricorre spesso per le donne velate, con gli abiti “da suora”. “L’importante è coprire il corpo senza sottolineare le forme – spiega”“ ma poi ci si può sbizzarrire con cento colori e tessuti. Inoltre, con gli abiti da indossare solo in casa si può anche osare di più”.

Si è mossa in un segmento di mercato che da noi era scoperto. “Credo, però, che guadagneremo presto terreno. L’Italia, con l’altissima qualità  di materiali e manifattura, ha tutte le carte in regola per essere la numero uno al mondo anche nel modest fashion”. Qualcosa di sta già  muovendo e non è un caso che Lafram, oltre a lavorare in proprio e a per la creazione di un suo marchio, lavori anche a Milano per l’ufficio stile di un’azienda che sta per lanciare un progetto in questo settore.

“Ho anche altri progetti in parallelo” assicura con l’entusiasmo di una ventenne che ha già  fatto molta più strada della maggior parte dei suoi coetanei. “So di aver anticipato tante tappe, ma io sono fatta così. Credo che il tempo sia prezioso e non mi piace rimandare”.

Mixità, Etnocom – 01/05/2016

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